
La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Non che io creda che dall’esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l’ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole maravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell’animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l’universo infinito, e sentire che l’animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d’insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento, e pochissimo o nulla agli altri animali. Giacomo Leopardi – Pensieri – LXVIII
In questi giorni di clausura forzata abbiamo ritrovato, o forse scoperto per la prima volta, il piacere di vivere al fianco delle prossime generazioni che sono i nostri figli.
Così, tra compiti e videolezioni, tra smart working e videoconferenze, mail, telefonate, litigi familiari e prossime separazioni, ci siamo accorti di questi piccoli alberi, del loro esser fragili, delle loro difficoltà, di quanto possa esser stato destabilizzante, devastante, la totale assenza di confronto e di contatto con i coetanei; è forse questo il punto più delicato: mancheranno per sempre, a queste generazioni, i mesi senza i compagni di scuola, le maestre, le rincorse per i corridoi, il correre sfrenato e senza senso nei giardini.
C’è un’altra cosa che manca a questi ragazzi: la capacità di apprezzare i momenti nei quali, inevitabilmente, terminano le lezioni, le vite virtuali da “console” si spengono ed inizia a salire la noia…mio Dio, la noia!
Lo confesso, amo la noia, amo i momenti in cui – finalmente – il tedio prende il sopravvento. Ricordate, non c’è idea geniale o pensiero profondo che non sia figlio dei momenti di noia, ormai piccoli frammenti di tempo, quello spazio temporale nel quale perdersi in attività antiche: pensare, riflettere.
Così, mentre guardiamo i nostri figli crescere, dopo avergli mostrato i segreti del vivere quotidiano, insegniamo loro ad apprezzare la noia. Chissà che non sfoglino un libro che li faccia sognare, che li porti lontano, lontano da qui.
Gustavo Bartelt
Colonna sonora: Nicolò Carnesi – Bellissima noia – https://youtu.be/GgQO4NuszjI
