DiSTORsioni artistiche.

Di Andrea Ricci.

Era l’ottobre del 1907, quando il giovane Adolfo si trovava a Vienna, sede della prestigiosa Accademia delle Belle Arti, il punto di partenza per chi, a quel tempo, sognava di diventare pittore. Orfano di padre, Adolfo era incoraggiato e sostenuto, in tutto e per tutto, dalla madre e lui non la deluse riuscendo ad essere ammesso al primo tentativo in Accademia. Furono anni magnifici, ricchi di quadri, sketch di architettura, incontri e discussioni.
“Dalla mattina presto fino alla notte io correvo da un museo all’altro – scriveva alla madre – Ma eran quasi sempre i palazzi che mi attiravano. Ero capace di passare delle ore davanti all’Opera o davanti al Parlamento…”
Era un pittore magnifico, riusciva a tirare fuori la bellezza da tutto quello che lo circondava, era da molto che non si vedeva un talento del genere in tutta la capitale austriaca. Non la smetteva mai di disegnare. Era sicuro che la bellezza avrebbe salvato il mondo, anche di fronte agli eventi più terribili che possono sconvolgere la vita.
Qualche anno dopo, infatti la madre venne a mancare e il giovane pittore riusciva solamente a ripetere a sé stesso <<Nein! Nein!>>. Ma nulla lo fece crollare.
La sua vita d’artista lo portò spesso ad affogare i suoi pensieri nelle bisbocce con gli amici: era così inserito nel contesto studentesco, che amava mescolarsi con tutte le razze. Gli capitava spesso di trovarsi seduto nelle osterie a parlare non solo di arte, ma anche dei problemi che attanagliavamo il mondo e di come poterli affrontate.
Era il 1914 e l’anno del diploma coincise drammaticamente con lo scoppio di un grande conflitto europeo, segnando la fine di un lungo periodo di pace e sviluppo economico della storia europea, noto come Belle Époque.
Tutto il mondo studentesco si oppose al conflitto. Manifestazioni, cortei, dibattiti con a capo Adolfo imperversarono dalla Prussia all’Impero austro-ungarico, al grido di “Fermate la guerra, la bellezza ci salverà!”. Ormai non era più semplicemente Adolfo, era diventato Führer (condottiero), che marciava incurante verso i pugnali e le baionette brandendo un pennello e mostrando il suo segno distintivo: due piccoli e stretti baffi che spuntavano da sotto il naso.
Ma la guerra non cessava, anzi, si allargò a macchia d’olio, inglobando gran parte del mondo.
Durò quattro lunghissimi anni. Anni in cui Adolfo, a capo dei suoi compagni, cercò di sabotare le varie azioni di guerra, sostituendo alla polvere da sparo inchiostro per colorare e organizzando festival di arte, ai quali partecipavano sempre più persone.
Tutto questo senza mai rinunciare all’arte. Fondò il primo partito di “artisti dissidenti” chiamato Mein Kampf con sede a Monaco nel quale tutti erano ben accetti bastava essere dotati di volontà e amore per la pace. Fu un successo inarrestabile che non lasciò indifferente nemmeno la lontana America che, nell’ultima parte della guerra, contattò il giovane Führer per creare una contrapposizione artistica, allo scopo di fermare definitivamente il massacro mondiale.
Era il novembre del 1918, quando i blocchi sancirono la definitiva pace, per la quale si fece garante l’America da una parte e il nuovo partito dei giovani “artisti dissidenti” dall’altra.
Da quella data ai giorni d’oggi è storia. Adolfo divenne primo professore dell’Accademia delle Belle Arti, il mondo non venne più intaccato da nessuna guerra e la bellezza salvò veramente il mondo, diventando garante della pace.
Dopo aver letto il tema, la maestra posò gli occhiali sulla cattedra, fece un piccolo respiro e alzò gli occhi cercando con lo sguardo l’alunno.
<<Marco, complimenti per la fantasia. Non discuto lo stile o gli eventuali errori ortografici di cui parleremo, ma non ti sembra che la tua storia sia del tutto falsa? Devo dedurre che non hai, nuovamente, studiato!>>.
Il giovane alunno imbarazzato, rimase con lo sguardo fisso verso la maestra, non sapendo cosa rispondere. Poi prese coraggio.
<<Maestra, il libro era troppo grande da studiare ed io preferisco dipingere. Mi sono basato su quello che mi ha sempre raccontato la nonna e poi la mamma. Papà non l’ho mai conosciuto, così come mio nonno ed io mi fido solo di loro>>.
Benissimo, vorrà dire che ti beccherai l’ennesima nota, tu continua pure a dipingere.
“L’alunno Mussolini Marco, malgrado i continui avvertimenti, continua a raccontare la storia come pare a lui!”.

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